28/01/2012

Martone (ancora...)

Il Fatto pubblica un gustosissimo articolo nel quale dà conto della fulminea carriera dello “sfigato” per antonomasia (ormai fa compagnia a quella ristretta cerchia di persone che vengono irrimediabilmente associate a una parola offensiva da loro pronunciata: ricorderete senz’altro quello dei “culattoni”, quello dei “meticci”, quella della “vaiassa” e così via) e racconta in particolare la vicenda del “concorso” che lo vide trionfare, nonostante le forti riserve della commissione stessa.

Che vi fosse qualcosa di simile dietro le banalità sugli sfigati era quasi scontato. E lo era proprio a partire da quella frase: chi mai avrebbe potuto pronunciarla se non uno “sfigato” autentico, intendendo con questo termine uno che vive in un mondo parallelo ove riceve un applauso ogni volta che respira e crede per questo di stare facendo una cosa molto difficile?

27/01/2012

Consulta sui referendum

Ho letto le motivazioni in base alle quali la Consulta ha bocciato i referendum e c’è da rimanere allibiti. In pratica si nega che i cittadini possano esprimersi con un referendum per tornare a una legge che precede quella abrogata.

Con dottissime argomentazioni, i supremi giudici hanno preservato il nostro ordinamento da quel pericoloso vulnus costituito da una resurrezione ambigua, poco chiara, in definitiva aberrante…. Nel contempo hanno negato ai cittadini un diritto costituzionalmente garantito.

Io sono convinto che questa sentenza rimarrà nella storia, come esempio negativo di giurisprudenza approssimativa.

Non può un qualunque cittadino firmatario di quella richiesta non rimanere con una fortissima impressione negativa riguardo un sistema capace di piegare, con argomentazioni risibili, ciò che dovrebbe essere solido come una roccia.

Due di quei giudici, peraltro, furono commensali di Berlusconi alla vigilia della decisione sul lodo alfano: non c’entra nulla con la decisione sui referendum, tuttavia, il fatto che non si siano dimessi all’istante o i due in questione o, in segno di protesta, gli altri tredici, mi fa riflettere amaramente su quanta distanza vi sia tra il mio ideale di uomo al servizio di un paese e la realtà del paese in questione.

Per queste ragioni, nei prossimi giorni mi dedicherò a ricordare qui alcuni passi salienti delle motivazioni di cui sopra, perché occorre ricordare, ricordare sempre. Occorre ricordare le cose e anche i nomi.

Mi piacerebbe anche che quelle motivazioni venissero lette nella loro interezza, perché non voglio essere semplicemente un “criticone”. Poiché sono convinto realmente che quella decisione sia un pericolo per la nostra democrazia, vorrei confrontarmi. Il testo lo si trova sul sito della Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, serie Corte Costituzionale, del 24 gennaio 2012.

 

"Sèmo der blocco"

 

Grazie al “Fatto” è stata riaperta a Roma un’inchiesta che si avviava verso l’archiviazione. Si tratta di un banale episodio di pestaggio, ma che rivela il clima della Capitale: bulletti che si infilano in una casa non loro e picchiano un coetaneo. “Noi sèmo der blocco” dicono alludendo al blocco studentesco. Probabilmente sono gli stessi che poi, dopo qualche anno, disoccupati e frustrati, continuano a parlare di “rispetto del fascio” mentre vivono grazie alla paghetta di mammà.

La vicenda riguarda in qualche modo anche il figlio di Alemanno, una mercedes e un autista legati allo stesso Alemanno e un telefonino intestato a … sì, a Bisignani…lo stesso della P4.

Le responsabilità penali verranno appurate dalla magistratura (che ha riaperto il caso dopo aver constatato alcune lacune nelle indagini), ma certo è una bella sfortuna per l’uomo che doveva salvarci dalla violenza di strada…

Supereroi

Il fatto che ci si possa difendere in maniera legittima nei confronti dei blocchi stradali abusivi non significa  che sia un peccato veniale quello del governo, che per ignavia o chissà cosa non interviene in maniera adeguata.

Dove sono finiti i supereroi che salvano il mondo? Le veneri piangenti che, senza pietà, massacrano pensionati e pensionandi in nome della integrità? Che fine ha fatto la “forza tranquilla”?

Guardate che NON si può NON comunicare: ogni giorno che passa il governo incoraggia una categoria diversa a fare altrettanto se non di più…Aspettate forse che si esauriscano le scorte di cibo nei supermercati?

 

26/01/2012

Chiedete i danni

Premesso che è abbastanza vergognoso che il governo non intervenga contro il blocco dei TIR, io penso che ci si possa fare giustizia da soli in modo semplice e privo di rischi.

Il camionista bloccato in autostrada non deve né forzare il blocco né restare inerme. >Semplicemente scenda dal camion e vada davanti ai primi tir, quelli che bloccano tutti gli altri, faccia una bella foto con le targhe in prima linea e abbia cura di salvarle. Al termine della vicenda presenti un esposto alla Procura: bloccare le strade arbitrariamente è un reato. Abbia cura anche di costituirsi parte civile e di chiedere il risarcimento.

Considerato che quanto accade in questi giorni è totalmente fuori dalla legalità, io penso che sia abbastanza facile ottenere ragione e mettere nei guai i primi tir. Non gli altri, quelli che stanno dietro, che possono scaricare su chi li blocca a loro volta (e state pur certi che lo faranno).

Dal giorno successivo, chi vorrà mettersi alla testa del blocco con il suo camion?

 

 

Sul concetto di volto

 

Infuria la polemica su uno spettacolo teatrale: i soliti estremisti organizzano proteste, veglie di preghiera, e forse anche qualcos’altro. Non hanno la cultura della espressione, purtroppo. Non è stato insegnato loro che occorre esprimersi e non impedire agli altri di farlo, dire e non impedire agli altri di dire, fare e non impedire agli altri di fare. Il tutto nei limiti.

Purtroppo la cultura cattolica è fondata su pilastri duri da abbattere: parla solo uno, gli altri ascoltano e obbediscono.

E’ tempo di comprendere però che non siamo più nel medio evo, siamo nel terzo millennio e il trucco di bollare come “offensivo” ciò che non si condivide è più degno di un troglodita.

Del resto ci sono illustri precedenti: nel ’73, quando uscì “Jesus Christ Superstar”, ci fu il medesimo teatrino: proteste, veglie di preghiera…Il risultato lo conosciamo.

Laurearsi a 28 anni

Un giovane membro del governo, pensando di dire una “figata” ha detto che occorre lanciare un segnale a i giovani, per dire loro che non essere laureati a 28 anni è da sfigati…

Sul curriculum di questo membro del governo non c’è bisogno di dire alcunché: se si fa una ricerca veloce si capisce tutto. Anche sul merito dell’opinione espressa si può sorvolare.

Solo che a volte le opinioni sono rivelatrici. Rivelatrici di un mondo interiore e dell’indole di una persona, nonché delle sue reali capacità.

Io su questo vorrei soffermarmi, perché questo membro del governo è palesemente un tipico prodotto di uno dei fattori che frenano da tempo il nostro paese, ossia quella meritocrazia al contrario, dimostrata in questo caso non dalle importanti amicizie e ascendenze del nostro, ma dal pressappochismo dimostrato in quell’aprir bocca ascientifico e raffazzonato, in quella superficialità giocosa, da bar, che ricorda i migliori momenti di Brunetta.

Che contributo può dare uno così al governo della Repubblica?

E cosa racconta ai suoi allievi? Cosa ha raccontato finora? Quanti danni ha fatto?

 

25/01/2012

Un po' di Brecht per tutti

Due giorni fa consigliai Brecht a un amico tassista.

Oggi sono in piazza a Roma i pescatori, ridotti a loro dire sul lastrico, mentre per strada ci sono i camionisti che bloccano le strade.

Ma dove erano i pescatori quando gli operai battevano i caschetti per terra (lo fanno ancora peraltro)? E quando licenziavano le operaie delle calze? E quando i ferrovieri dei vagoni letto salivano sulla torre? Dov'erano i pescatori? E i camionisti? E i tassisti?

Il fatto che gli operai e i dipendenti in genere fossero le vittime di un sistema non autorizzava nessuno a credere che sarebbero stati gli unici. Che la loro povertà e il loro precariato si sarebbe trasmesso piano piano agli altri era un fatto scontato, lo si è ripetuto più volte, anche su queste pagine (vedere per credere). E allora? Perché nessuno ha compreso? Perché tutti hanno fatto spallucce? Perché qualcuno pensa che solo le proprie rivendicazioni siano giuste?

Forse oggi è tardi per chiedere solidarietà, ma traiamone una sana lezione...per la prossima crisi....

 

 

Garzòn

Il celebre giudice spagnolo, famoso anche da noi, ha qualche problema in patria: gli si rimprovera, tra l’altro, di aver indagato sui crimini di Franco nono stante un’ amnistia varata nel 1977 che tiene immuni Franco e i sui gerarchi da qualsiasi procedimento penale per fatti che risalgono agli anni della dittatura.

Ma si può cancellare con una legge determinati crimini?

Non è stato proprio il lascito di Norimberga quello di aver stabilito che esistono crimini che sono tali anche senza una legge? Non è forse un principio di diritto naturale quello per cui i crimini contro l’umanità possono e DEVONO essere perseguiti fino alla fine? E non sono forse crimini contro l’umanità la soppressione fisica e la prevaricazione a scopi politici?

Come può un paese impedire alla sua stessa giustizia di far luce su crimini contro l’umanità?

Non è forse un crimine odioso anche questo?

 

Spread

E’ lì. Aspetta gli eventi. Un po’ come noi.

E’ quasi in sintonia con la nostra fiducia.

Vuole vedere quanto si fa sul serio. E finora ha buoni motivi per rimanere scettico.

24/01/2012

Violenza a Roma

Ancora un morto a Roma. Non come l’ultimo episodio, che ha visto perire una neonata, ma con qualcosa in comune: la malavita a fare da sfondo. Oramai Roma è una frontiera, priva di difese nei confronti di qualcosa di cui fino a qualche mese fa non si parlava nemmeno. Occorreva mostrare che tutto va bene, che si mantengono le promesse, che finalmente si è fatto sul serio….

Ecco i risultati.

E che i risultati sarebbero stati questi lo si poteva capire sin da subito, sin da una sciagurata campagna elettorale, fatta di propaganda becera e a buon mercato, in favore di una parte politica che, sul tema della “legalità”, a tutti i livelli, ha ancora molto da imparare.

 

Ma la casta?

 

Come volevasi dimostrare: passato il momento di burrasca nessuno parla più di ridurre i costi della politica e della casta.

E’ un peccato per noi elettori, che però potremo rifarci alle prossime elezioni votando NON per chi PROMETTE di adoperarsi in tal senso, ché la cosa ci fa solo ridere, ma per chi fattivamente rinuncia alla met-à dei suoi compensi (già da oggi) in favore di un qualche ente di beneficenza.

Sarà stato un peccato però anche per chi si è impegnato a fare sì che il problema venisse affrontato: da Fini a Schifani (io per la verità non mi aspettavo molto da quei due).  

23/01/2012

Brecht

Conosco da molti anni un taxista. Ci parlammo per la prima volta in occasione di un incidente stradale, è una persona pacata e gentile. Gli ho domandato qualcosa in merito alla protesta che li vede protagonisti e mi ha fatto una certa impressione la sua ansia di comunicare che lo sciopero che si apprestano a fare è molto importante per loro e che si aspetta di ottenere le solidarietà dei concittadini.

Io non l’ho incoraggiato molto su questo. Non mi aspetto che il paese intero segua con partecipazione le vicende altrui. Siamo un paese diviso in compartimenti. Fino a quando ciascuno di noi può torna a casa e mettersi dinanzi alla TV a seguire qualche cazzata, difficilmente si è simpatetici.

Per provare questo dinanzi al mio interlocutore gli ho domandato che effetto gli avesse fatto vedere gli operai di somigliano scioperare, o i baschetti battuti sulla strada in Sardegna, o i licenziati dei vagoni letto arrampicarsi su una torre, o le donne che facevano le calze licenziate perché la produzione conviene di più in Serbia… Ha ammesso che non tutte quelle storie gli erano note. Dopodiché mi ha impressionato una seconda volta, perché annuiva in silenzio con la testa e con lo sguardo nel vuoto. Forse pensava seriamente a quanto poco abbia “compreso” le ragioni altrui e in quel momento gli è venuta in mente quale potrà essere la partecipazione del paese a questo sciopero…

Gli ho consigliato una sana lettura di Brecht.

 

 

senza vergogna

 

Non hanno nessun pudore Federfarma, taxista e avvocati: minacciano scioperi e serrate se non li si manterrà nella condizione di privilegio cui sono stati abituati. Non temono l’opinione pubblica, non temono di mostrare il loro egocentrismo e il loro disinteresse per le sorti del paese e dell’economia. E non temono neppure di affrontare un periodo che, anche grazie alle loro chiusure, potrebbe rivelarsi deprimente per loro stessi.

Certo: se il governo fosse stato coerente e fosse andato fino in fondo, intendendo con questo il mantenimento delle norme sui farmaci di fascia C e sulla liberalizzazione per i gestori di pompe di caburante, oggi sarebbe più facile tener testa alle proteste. Chi protesta infatti lo fa perché ha capito che alzando la voce (come hanno fatto Vaticano e petrolieri) forse qualcosa si rimedia…

22/01/2012

4gatti

I leghisti a Milano: 4 gatti. Come al solito. Abbandonati a se stessi e alle stupidaggini con cui hanno riempito per due decenni la testa a numerosi, inconsapevoli, elettori.

La sostanza però non c’è. Non c’è progetto politico, non c’è strategia, non c’è nemmeno unità nonostante le apparenze. E non c’è nemmeno quella sana prudenza che porta spesso a tacere: Calderoli ha parlato delle Idi di Marzo, riferendosi a Monti, ma deve stare attento; se c’è qualcuno che in questo momento rischia la fine di Cesare forse non è Monti.

 

Adro

 

Se ne parla ancora, ma questa volta con una sfumatura diversa. La Presidenza della Repubblica ha conferito il titolo di cavaliere del lavoro a chi pagò la mensa ai bambini, dopo che il sindaco (un uomo esemplare davvero!) decise di tenerli fuori nel caso i genitori fossero morosi.

Io ricordo quei giorni. Ricordo perfino manifestazioni di piazza contro questo piccolo gesto magnanimo: i genitori degli “altri”, quelli che pagavano, si lamentavano, non ho ancora capito bene di che cosa .

Oggi lo schiaffo del Quirinale, felpato ma d’acciaio, aiuta a riflettere su cosa abbia significato per il paese essere guidato per tanti anni dai leghisti, quanti danni abbia prodotto quell’approssimazione, quella pochezza, quella totale mancanza di contenuti avvolta di drappi ridicoli, di parole oscene e di corna.

Forconi

Cosa succede in Sicilia?

Che tipo di protesta è quella che d’improvviso è esplosa nell’isola?

E perché qualcuno sospetta che vi siano infiltrazioni mafiose?

Non si sa. Però chiunque ascolti le parole dei manifestanti non può non percepire uno gradevolissimo odore di falso. False ragioni, false parole, falsi problemi.

Tocca ai siciliani però accorgersene  reagire. E reagire è semplice: lo si fa in occasione delle elezioni. Naturalmente prima occorre stabilire che il proprio interesse viene prima di tutto e che bisogna tutelarlo in ogni modo. Gli effetti si vedranno. Anche a breve.

 

21/01/2012

Eleganza

 

Secondo Berlusconi il suo farsi da parte è stato, oltre che “responsabile” (da quelle parti è l’aggettivo che si riserva agli scilipoti), è stato, dicevo, “elegante”…. Riflettiamo un po’ su questo: “elegante”. Cosa vorrà mai dire? Forse si riferisce al fatto che quando è salito al Colle a rassegnare le dimissioni è stato accompagnato da una sigla di coda, costituita dai fischi di mezza Roma (non il marito della Carfagna, ma l’altra metà di Roma). Chissà. Di sicuro la cosa non può non far ridere. Sembra quasi di vederlo, mentre danza, leggero come una piuma, e deposita, al termine di una piroetta, le dimissioni davanti a Napolitano, che ormai non si stupisce più di nulla….

Beauty

Non se ne parla nel nuovo decreto. Parlo del “beauty contest”, la strepitosa invenzione dell’esperto di tette grazie alla quale si regalano a mediaset delle frequenze che hanno un valore di mercato (come ci ha insegnato Santoro in diretta TV). Sembra sia stata congelata. Per ora.

Ma attenzione: in parlamento il primo partito è al servizio di Mediaset e ha già fatto capire che si opporrà a qualunque tentativo di fare una gara (vera) per l’assegnazione delle frequenze.

Occorre seguire con attenzione questo tema, perché è la cartina di tornasole della tenuta del governo Monti: se sbaglia le sue mosse in questo ambito, cadrà.

Berlusconi ha già parlato, come sua abitudine ogni volta che gli si toccano gli interessi economici, e ha detto che si aspetta di essere richiamati al governo. Lettura: se Monti si azzarda, cade e a quel punto il Capo dello Stato non può non richiamare me al governo e a quel punto se avrò la maggioranza bene se no elezioni.

Chiaro per tutti?

 

20/01/2012

Acqua di rose.

Sono una vera tristezza le cosiddette liberalizzazioni: Monti si arrende sui farmaci, sui saldi, sulla class action… Si arrende su tutto quello che era davvero importante. Rimangono solo le briciole: qualche farmacia in più, qualche taxi in più….robetta. Come ai tempi di Berlusconi, che con paroloni roboanti si parlava si scosse, spinte, rilancio e altre cagate del genere.

Sarei curioso di sapere quante telefonate hanno ricevuto i ministri tra ieri e oggi e da parte di chi…

Che l’estensione della class action sia fallita, con Passera all’economia, mi pare non sorprendente, ma il resto? Chi ha telefonato per perorare la causa dei farmacisti? E quali ragioni ha addotto per formulare una richiesta così importante e ottenerla dall’inflessibile Monti? Che argomenti?

Da cosa si è lasciato convincere Prof.? Chi è stato così bravo?