05/02/2010
Esproprio
Marchionne ha tirato un bel siluro a Berlusconi: “non ci occorrono gli incentivi, ma una seria politica industriale”: se io fossi Scaiola mi metterei una pietra al collo perché queste parole dette dall’uomo del maglioncino sono una specie di epitaffio. Ricordiamoci che la Fiat è sempre stata “governativa”, un po’ perché nessuna fiat vive senza governo e un altro po’ perché nessun governo vive (bene) senza la Fiat. Io però penso che la Fiat la debba smettere di campare di aiuti di stato. Se fossi un consigliere di Berlusconi gli suggerirei che le parole di Marchionne sono un bluff: gli aiuti le servono, eccome. Per il semplice fatto che le auto Fiat non sono competittive e hanno bisogno disperatamente di quel trenta per cento di un mercato ricco come quello italiano. Se finiscono gli incentivi, secondo me, finisce anche la Fiat. E allora che si fa? Tutti a casa? No di certo, la nostra Costituzione consente l’esproprio quando vi sono ragioni che trascendono l’intreresse particolare. Ebbene io penso che questo sia proprio ilcaso di far valere questi interessi superiori: si espropriano gli impianti Fiat, si continua a dare lavoro e si mettono all’asta: qualcuno interessato a comprarli c’è. Questo gesto renderebbe fortissimo il governo (anche per il futuro), e darebbe al mondo un segnale di forza sia per quanto riguarda la civiltà (=i lavortatori hanno una dignità e non sono solo consumatori), sia per quanto riguarda l’indirizzo economico dei prossimi anni (=se manca la dignità dei lavoratori cessano di esistere anche i consumatori).
12:41
Scritto da : lika-i
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| Tag: esproprio, marchionne, fiat, scaiola, dignità, lavoro, consumo, thatcher, reagan, liberismo | OKNOtizie |
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