25/12/2011
La donazione di Costantino
La pagina satirica di Michele Serra su L’Espresso da qualche tempo lascia a desiderare: sempre la stessa minestrina di elenchi, conditi con qualche colorata immagine, ma nulla di più.
Tuttavia, qualche risata si riesce a farla leggendo altrove.
Sul numero prenatalizio, ad esempio, c’è una gustosissima “replica” di Giovanni Maria Vian a un articolo abbastanza critico di Massimo Teodori, centrato sulla questione chiesa/Ici.
Vian è attualmente direttore dell’osservatore romano e pertanto è comprensibilmente piccato dalla parola “Ici”, così come il gemello Avvenire, e con quale amore per la causa agiscano entrambi lo si può vedere tutti i giorni. Recentemente ne ha fatto le spese perfino Pippo Baudo…
Dunque: Vian si contorce soprattutto per una frase di Deodori e la riporta all’inizio in modo da poterla demolire. La frase è questa: “”La storia della chiesa senza scrupoli finanziari non è l’invenzione ideologica di laici anticlericali, ma la semplice lettura delle vicende d’Italia in cui il Vaticano, tramite l’8 per mille (1,2 miliardi di euro), l’obolo di San Pietro, il patrimonio immobiliare e perfino il potere di battere moneta concesso dall’Unione Europea, è ritenuto lo stato più ricco del mondo””.
Dopodiché passa a una incalzante confutazione, degna del miglior Rosmini, e anzi perfino un poco più spocchiosa.
Innanzitutto, ricorda Vian, il Vaticano batte moneta sin dal 1929. E’ stato giusto ricordarlo, a mio avviso, perché è essenziale per comprendere il succo della questione. Ergo, pare di capire, Teodori sbaglia tutto.
Poi è la volta dell’8 per mille, il quale “”riguarda soltanto la Chiesa in Italia e non ‘il Vaticano’ “”. Ottima precisazione, in effetti la polemica è sottilissima e occorre avere grande padronanza della materia per seguire punto per punto le argomentazioni sublimi e quasi ineffabili del nostro. Ovviamente, se queste sono le premesse, non poteva mancare la stilettata vincente. Eccola: il Concordato fu RIFORMATO nel 1984, e non (caro Teodori!) “”rinnovato nel 1985””.
Segue una accorata rivendicazione sulla questione che dovrebbe essere centrale, ossia la questione dell’Ici, che in realtà è un sorvolare perché non c’è bisogno di polemica: basta ricordare che persino Repubblica e L’Unità hanno invitato a “distinguere e ragionare”… (di conseguenza…..).
Ma qui, verso la metà della bolla, si entra nel vivo e si affronta l’argomento più scottante: lo Ior! Lo Ior è sempre stato fonte di ispirazione per romanzieri da quattro soldi e dietrologi di ogni risma, ma la realtà delle cose ha sempre superato di gran lunga ogni fervida immaginazione. Ebbene, come affronterà il nostro eroe la sacra tematica?
Vediamo: se Teodori parla di quella “”notte di fine anni Sessanta quando Paolo VI incontrò segretamente Michele Sindona””, Vian (e c’è da sbellicarsi) osserva come quella sia una notizia (udite, udite) “”pubblicata da ‘Time’, ma subito definita ‘destituita di ogni fondamento’””. E da chi? Chi ha bollato la notizia di Time come pura fantasia? L’Osservatore Romano, si capisce. Il quale Osservatore all’epoca era del tutto imparziale rispetto alla polemica. Infatti, non essendo ancora diretto dallo stesso Vian era insospettabile nei suoi giudizi…
Ma ce n’è ancora da ridere. Vian ci ricorda come da quest’anno sia in vigore in Vaticano perfino una legge antiriciclaggio!! Cavoli. Questo sì che significa moralità nella finanza! E come si potrebbe mai sospettare che in Vaticano succedano cose irripetibili, che vi siano personaggi da romanzo come Marcinkus, Calvi, i frati neri…., o che vi siano addirittura bonifici che saltano da uno sportello bancario all’altro senza che Gotti Tedeschi ne sappia qualcosa?
Bisognerebbe anzi imparare e adottare una legge antiriciclaggio anche noi, che siamo così arretrati, no? Ma non è finita: c’è perfino una “autorità di vigilanza finanziaria” (ma no!) che, ci assicura Vian, “”sta lavorando molto seriamente””. Se è così possiamo stare tranquilli, che ne dite? Quando da quelle parti ci si mettono con impegno, vengono fuori sempre cose ottime, direi.
Pensate che sia finita con le risate?
No. Non è finita. Il meglio viene alla fine, anche se non è opera dello stesso Vian, ma de L’Espresso, che, forse maliziosamente, riporta così i dati dell’autore:
“”Giovanni Maria Vian è direttore de L’Osservatore Romano. Ha scritto tra l’altro ‘La donazione di Costantino’ (Il Mulino)“”
02:34 Scritto da: lika-i in Dispetti | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: teodori, via, espresso, chiesa, papa, marcinkus, ior, ici, time, osservatore, romano | OKNOtizie |
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