09/02/2012
Responsabilità civile dei magistrati
Penso che stabilire una norma come quella che vorrebbe imputare al giudice l’onere di un risarcimento in caso di interpretazione sbagliata di una norma, sia un attentato alla Costituzione. Come tale rientrerebbe nella diretta responsabilità del Capo dello Stato valutare se promulgarla o meno. Sarebbe infatti impossibile mantenere l’indipendenza della magistratura in vigenza di tale norma.
Io penso comunque che anche coloro che vogliono questa norma (per ragioni ovviamente particolaristiche, che nulla hanno a che vedere con l’interesse generale) potrebbero sorprendersi valutandone attentamente gli effetti. Loro infatti suppongono che il risarcimento in questione possa essere chiesto solamente da un imputato nell’ipotesi che venga condannato. In presenza di tale norma però sarebbe facile sostenere che dinanzi a una assoluzione, potenzialmente dettata dal timore di una richiesta di risarcimento, un qualsiasi cittadino può intentare causa al giudice. Per non parlare del fatto che fioccherebbero le costituzioni di parte civile, per avere garantita questa possibilità, insomma sarebbe il caos.
Più o meno come avvenne quando i medesimi volponi inventarono l’inappellabilità delle sentenze assolutorie: chi può dire quanti siano stati i giudici che, indecisi, hanno scelto di condannare, dato che la condanna garantisce un secondo grado, mentre l’assoluzione no?
01:37 Scritto da: lika-i in educazione civica | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: responsabilità civile, inappellabilità, interesse pubblico, vendette, caos, consulta, napolitano | OKNOtizie |
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