13/03/2010

Lavoro del futuro

Nessuno dei nostri genialissimi studiosi di diritto del lavoro (e men che meno gli economisti) si dedicano a immaginare qualche scenario futuro sul mondo del lavoro. Sembrano tutti orientati a regolamentere, in senso peggiorativo naturalmente, il lavoro così come è adesso. E pensare che abbiamo tanto di ministri per l’innovazione…(chissà poi per quale motivo ogni volta che sento “innovazione” mi viene in mente “stanca”, sarà un corto circuito).

Io plaudirei a una iniziativa legislativa che consenta alle imprese di dare al dipendente la possibilità di lavorare da casa. Non sarebbe una bestemmia: il dipendente sarebbe chiamato a lavorare a casa propria tutte le volte che la cosa risulta fattibile, con una paga commisurata al tempo medio rilevato per l’esecuzione delle pratiche stesse. Il tutto su base volontaria e limitatamente ai dipendenti a tempo indeterminato. Le imprese risparmierebbero un’enormità di costi legati alla gestione della postazione di lavoro: riscaldamento, servizi, pulizie, sicurezza, ecc.. mentre il dipendente risparmierebbe il viaggio e avrebbe la possibilità di stare di più coi sui figli, lavorando in ore scelte da lui. Peraltro: sarebbe incoraggiato ad essere più produttivo stante la paga a cottimo. Al sindacato spetterebbe il compito di vigilare che lo strumento non si trasformi in una forma di schiavitù, ma a tutela di questo specifico punto sarebbe la facoltà concessa comunque al dipendente di optare per il lavoro tradizionale, “in loco”.

La collettività guadagnerebbe in termini di meno smog, meno traffico, meno stress e già che ci siamo: meno multe dalla UE per le polveri sottili. Certo, la cosa sarebbe limitata a lavori di tipo burocratico (contabilità, gestione amministrativa, ecc.) ma pensate cosa sarebbe una città come Roma se solo la cosa venisse applicata al 10% dei lavoratori…

 

 

07/03/2010

Napolitano

“Non ho dubbio” che fra un certo numero di anni l’attuale Presidente della Repubblica verrà ricordato come un personaggio debole e quasi ipnotizzato da Barlusconi, di conseguenza almeno in parte corresponsabile del regime soft che ci sta avvelenando poco a poco. Non entro tuttavia nella polemica sul decreto salvaliste. Sono convinto che sia profondamente incostituzionale (nello spirito soprattutto se non nella lettera, e su questa cosa mi sento confortato da quello che fu il mio insegante di Diritto Pubblico, Federico Sorrentino), tuttavia sono anche convinto che non possiamo contare dull’atttuale Capo dello Stato per la tutela della nostra Costituzione. Molto meglio affidarsi alla Corte Costituzionale. Funziona meglio.

Quando ci fu il lodo alfano Napolitano bacchettò il CSM che aveva detto subito che era incostituzionale, mentre lui, il difensore numero 1 della Costituzione, quel decreto lo firmò. Che succede, dissi, se ora la Consulta boccia il lodo? Che figura ci fa la Presidenza della Repubblica? Una figura davvero triste, lo si capiva subito. E infatti così fu. Il CSM, bacchettato, ebbe ragione a posteriori, mentre il Capo dello Stato parve l’unico a non aver saputo interpretare il momento e il decreto che firmava.

Ora siamo più o meno nella stessa situazione, con la differenza che non si tratta solo di una figuraccia da fare o meno. Infatti: se a qualcuno viene in mente di ricorrere e interessale la Consulta e questa dovesse dire (cosa tutt’altro che improbabile secondo me, che il decreto è incostituzionale, al di là della “figuraccia”, che è un dato secondario a questo punto, cosa ne è delle elezioni, magari vinte dalle liste escluse?

23/02/2010

La grande occasione

Abbiamo ancora una grande occasione alle regionali prossime venture. Non dico di mandarlo a casa, perché non se ne andrebbe mai (non voleva andarsene neanche nel 2006 dopo aver perduto le elezioni politiche, le uniche giuste per mandarlo a casa). Ma possiamo dare un segnale. Un segnale che peraltro ci sarà comunque a prescindere dall’esito delle elezioni. Solo che potrebbe essere un segnale nefasto.

Quando nel 2008 Berlusconi ha rivinto le elezioni è come se l’Italia avesse detto “guarda: ci è piaciuto moltissimo il governo 2001-2006 dunque vai avanti così” e lui non ci ha pensato due volte a rifilarci di tutto e di più, inclusa la Protezione Civile dei miracoli, con tanto di massaggiatrici al seguito. Se adesso dovesse ottenere ancora un risultato positivo sarebbe un ulteriore segnale “guarda che ci piace anche la Protezione Civile dei miracoli, ci piace la riforma della giustizia, ci piacciono le leggi vergogna, ci piace tutto, dunque vai pure avanti”. E lui non perderebbe certo l’occasione di sfornare qualcosa di supremo e sbalorditivo. Stiamo attenti a non perdere le occasioni buone. Più tempo passa e più diventa dificile liberarsi.

Tra qualche ano occorrerà una Protezione Civile ad hoc per tutta l’italia, per liberarla dalle macerie, fisiche e morali, lasciate da quest’uomo.

16/02/2010

Bertolaso

Faccio molta fatica a pensare che Bertolaso vada a donne. Se me lo dicono di qualcun altro magari non fatico a crederlo, ma Bertolaso mi riesce difficile. Eppure i magistrati sono abbastanza sicuri se scrivono espressamente che ""lo stesso Bertolaso usufruisce non solo di 'massaggi', ma anche vi vere e proprie prestazioni sessuali come attestato dal contenuto assai eloquente di talune conversazioni intercettate"". Mi sembre di vedere una scena del Regalo di Natale di Pupi Avati: entrambi, Bertolaso e magistrati, si giocano tutto e uno dei due certamente perderà la propria credibilità. Nel caso dei magistrati è peraltro a rischio la credibilità di tutta la categoria perché se fosse una bufala la storia delle prestazioni sessuali sarebbe inevitabile dar ragione a chi da anni sostiene che i magistrati sono disturbati. Staremo a vedere. Intanto Bertolaso che fa?

Va a Ballarò e non da Bruno Vespa.

Perché?

Non è tanto che mi interessi il profilo mediatico della questione, quanto la salute di Vespa, cui verrà sicuramente uno sbocco per questo affronto…

Nuovo Mondo?

…un nuovo modo di essere. Nuovi gusti e nuove sensibilità.

Siamo stufi della nostra cattiveria. Stufi di prendercela coi neri o gli immigrati: non migliora la nostra situazione, non ci rende felici, anzi, sotto sotto alimenta pericolosissimi sensi di colpa. E aumenta anche la frustrazione perché il tutto comunque non funziona. Siamo stufi di aggirarci per città piene di gente che ostenta disprezzo  e vuol fare piazza pulita di tutti quelli che a loro dire non vanno bene. In  realtà quaesta gente odia e stessa, dentro si sente una merda e deve convivere con questa vergogna inconfessabile: la vergogna di aver urlato al terrone per anni all’immigrato per anni, di essersi fidati di personaggi improbabili per poi ritrovarsi con la saracinesca abbassata, pieni di debiti e senza nemmano il ricordo di come era il mondo dieci o venti anni fa perché la memoria è stata cancellata dalla TV… Come scoprire di aver creduto di comprare un prodotto buono mentre invece era visibilmente taroccato: ci si sente un po’ cretini.

E siamo stufi anche di affidare agli oggetti materiali il compito di realizzare la nostra felicità: una Tv nuova, una macchina nuova un telefonino o un paio di scarpe… Basta. Non servono a nulla. Quello che veramente va perseguito sono le certezze: se abbiamo certezze, anche con pochi soldi in tasca andiamo “da Dio”.

23/01/2010

Eroi

Ho sentito due ragazzi parlare. Di tante cose e tra queste dei carabinieri morti a Nassiriya. Tutto ciò che sono stati capaci di dire è che sono stati “eroi”. Fine. Come se il fatto di concedere loro questo appellativo, come fosse un titolo, bilanciasse una morte sulla quale forse ci si dovrebbe interrogare.
Io non ho trovato nulla di eroico in quella morte: l’”eroe” è colui che sacrifica la vita in nome di valori più alti, che fa qualcosa che non è strettamente tenuto a fare. In caso contrario ha semplicemente fatto il suo dovere… I carabinieri sono morti per un attentato che era tra le cose possibili. Erano pagati per correre questo rischio.
In compenso, non ho mai sentito gratificare Calipari dell’appellativo di “eroe” e mi sono chiesto perché. Calipari infatti è morto per coprire un ostaggio sotto la sua responsabilità
Possiamo fare tutta la retorica militarista del mondo, ma la verità è questa: a Nassiriya non ci sono stati “eroi”, Calipari invece lo è stato.

10/01/2010

Macerie lombarde

Sono tornato in lombardia, zona malpensa… Ho rivisto quelle meravigliose strade, cui si ribellano perfino i navigatori satellitari, quelle stradone duplicate che non servono a nulla, quell’aria mesta e triste. Questa volta in più c’erano le buche: profonde, larghe, diffuse. E’ piovuto molto del resto e dunque….

Diciamo che la Lombardia, dopo anni e anni di buon governo, è simile a un paese in rovina. Naturalmente è difficile argomentare un legame tra il buon governo e le buche per strada, anzi  è difficile persino percepirlo…diciamo che è una mia illazione. Soprattutto perché i lombardi a quanto pare stanno benissimo.

06/01/2010

Inflazione

L’Istat certifica il minimo storico di incremento dei prezzi: 1%.

Quello che non dice è che un dato medio così è il prodotto di aumenti più alti che hanno riguardato certi prodotti (tra cui alcolici e tabacco, tipici prodotti “per dimenticare”) e diminuzioni accentuate per altri: è il primo avviso di deflazione da crollo dei consumi. In pochi lo diranno per paura di effetti a catena, ma noi possiamo arrivarci da soli: meno cose compriamo più i prezzi scenderanno…

01/01/2010

Pirati

Sono contrario alla pirateria (parlo di quella che riguarda i prodotti) due volte: da un punto di vista legale e da un punto di vista morale. Non acquisterei un prodotto “di marca” fasullo neanche se il prezzo fosse prossimo allo zero, perché l’idea di portare addosso un falso mi farebbe sentire falso. Apprendo peraltro che la pirateria ha aperto nuove frontiere e ad esempio i films si guardano in streaming ancora prima che escano al cinema…

La cosa, anche qui, non mi riguarda, ma non posso fare a meno di riflettere e di domandarmi: se è così facile “piratare” un vestito non sarà perché anche l’originale è tutto sommato facile da piratare, ossia non contiene in sé nulla ma proprio nulla che giustifichi il suo prezzo? E se qulcuno si accontenta di guardare in streaming un film non sarà perché la qualità è così bassa e ormai i films, soprattutto quelli americani, sono tutti uguali e tutti pieni infarciti delle solite espressioni e delle solite banalità e delle solite scene, talmente viste che a volte le attribuiamo a un film diverso perché ci sta bene lo stesso? Se il film (o la musica) “vale” io pretendo la qualità migliore, che è quella che mi dà il cinema o il cd-dvd originale.

Non sarà di conseguenza la povertà di contenuti a facilitare la pirateria? E se questo è vero che cosa è più “falso”: un indumento originale ingiustificatamente costoso o un falso a buon mercato assolutamente uguale all’originale? Un film “piratato” o un film originale che non vale un quarto di dollaro?

17/12/2009

Simbolismi

Continua la festosa polemica sulle campane di odio: la destra accusa lasinistra di alimentare odio contro Berlusconi e in cambio essa alimenta odio contro Di Pietro, Travaglio, Repubblica, ecc... (giustamente peraltro: nel mondo Panini la figurina di Berlusconi vale quella di tutti gli altri messi assieme!)... posso dire "keppàlle"?

Io mi soffermerei di più sull'analisi simbolica di quanto è successo: il Capo è stato colpito, sanguina, i denti sono andati e il suo sguardo più che dolorante era stupito. Un durissimo colpo all'immagine. Un bagno di folla che per lui si trasforma in un incubo. Lui, il più amato dagli italiani improvvisamente sulla polvere. E la brutta notizia è che è stato colpito da un demente: richiama il bambino che vede il Re nudo. Unica nota positiva (se così si può dire) è che anche Gesù fu colpito, e infatti l'uscita "l'amore trionfa" è studiata bene e serve ad accostarlo a quella trama simbolica...naturalmente con molte differenze, soprattutto circa le compagnie femminili...Per quanto, forse, non siamo così lontani: ""le prostitute vi precederanno nel regno dei cieli""...

Il problema è che Gesù non fu colpito da un demente...

O forse sì (Padre perdona  loro perché non sanno quello che fanno")

Tutti gli articoli