27/12/2009

Storia santa

Secondo il Papa (un uomo molto confuso, abbiamo già avuto modo di notare in passato) il giudizio sulla santità prescinde da un giudizio storico.

Il Papa ha mostrato in più di un’occasione di essere un uomo confuso. Questa volta conferma in pieno l’impressione: la santità comporta una perfezione tale da garantire che il “santo” sia certamente in paradiso, e dunque da lì dispensa miracoli (peraltro: oramai sono così tanti i miracoli che sarebbe il caso di istituire una commissione scientifica che ne studi le leggi…), e questo significa che sono personaggi “imitabili”. Per questo sarebbe un vero “peccato” additare come esempio un personaggio storicamente discutibile. Il problema è che il giudizio storico, essendo condotto dagli uomini senza l’aiuto di Dio ha bisogno di tempo per consolidarsi, mentre il giudizio di santità, aiutato dalla soprannaturalità dei miracoli, può concludersi in tempi più brevi….con qualche rischio, certo: il rischio che  la storia riveli qualcosa che forse non è proprio…edificante.

 

24/11/2009

Ancora parlano

Repubblica venerdì hai intervistato uno di quei signorotti con la puzzetta (fatta da loro stessi) sotto il naso, i quali spendono l‘esistenza insegnando al mondo a vivere, senza nemmeno sospettare che gli altri sappiano già farlo di loro.

Quello di oggi si chiama Cohn-Bendit. E sostiene che Battisti dovrebbe starsene in Brasile perché in Italia non avrebbe un giusto processo… A chi gli fa notare che Battisti è scappato, rinunciando egli stesso al processo, lui risponde (cito alla lettera perché mi auguro che qualcuno voglia intervenire): “””Facciamo il caso di Adriano Sofri. Ha accettato di affrontare la giustizia. Eppure non mi pare che nel suo caso l’Italia abbia dimostrato di garantire un giusto processo.””

Suppongo che questo “non-mi-pare” sia ironico, e dunque che il nostro sia già sicuro di ciò che ha detto, ma nel caso fosse equivaente a “a un primo esame” (dunque con riserva di approfondire) consigierei al tipo di approfondire subito e di leggersi le carte per verificare che il processo Sofri è stato “GIUSTO” ed “EQUO”, degno di una nazione come la nostra, che non solo ha dovuto affrontare il terrorismo in casa propria, ma non si è nemmeno mai sognata di offrire asilo politico ai terrorsti altrui, come invece ha fatto la Francia, che da un punto di vista giuridico sarebbe processabile per favoreggiamento e peraltro nella persona dei suoi più  alti e amati rappresentanti.

Il fatto che la Francia sia una nazione sovrana la rende non processabile sul piano pratico, ma siccome lo è sul piano morale i sui figlioli farebbero meglio a parlare un po’ meno e a riflettere un po’ di più (magari dopo aver studiato le carte)…Quanto al luogo, poi, si limiti il nostro a parlare all’europarlamento, dove ha lo scranno: lì, tra veline e trombati di lusso, troverà certamente degni ascoltatori per le sue reprimende.

 

12/11/2009

Una buona parola per tutti

Bertolaso va in pensione: mi aspettavo che qualcuno commentasse “che peccato, è uno che ha dei punti sul piano tecnico e sul piano morale”. Invece no, l’argomento è se farà il viceministro oppure no. Ma allora un bel chissenefrega?…..

Fini: grande modello! Nel senso che è un grande indossatore…di foglie di fico. L’ultima è un “”modello autunno/inverno della Repubblica”” ed è stata cucita da Ghedini su misura. In pratica funziona così: Fini e Berlusconi si incontrano, poi ciascuno fa finta di aver vinto e alla fine si approverà una norma che favorisce uno dei due (vi piace vincere facile? indovinate quale dei due). L’altro afferma di non volerci (ri)mettere la faccia. Ma il fatto è che non è la faccia il contributo a lui richiesto……

D’Alema: scalpita come una verginella vogliosa al suo primo incontro per un cadreghino europeo. Giustamente dopo le primarie deve riposarsi, dunque cosa c’è di meglio di una crociera europea con grande visibilità e zero responsabilità?

Il problema è che questa vacanza si addice bene a uno che, per così dire, “ha già dato”, come Tony Blair, tanto perdire. Ma D’Alema? Nel suo curriculum io (francamente, diciamo) non vedo proprio nulla che possa valergli quel cadreghino….Una vecchia canzone stupida dei primi anni ’80 faceva: “ma in fondo scusa in cambio tu che dài?” 

 

28/10/2009

Ma che cosa vogliono?

La Svizzera si è risentita per il fatto che in Italia sono state fatte giuste e legittime indagini. Hanno convocato il nostro ambasciatore e parlato di “razzia”.

Francamente non capisco cosa vogliano: è da decenni che la vera “”razzia”” si compie ai danni dell’Italia e la Svizzera ne è indegnamente beneficiaria. Ora mi pare sarebbe il caso di tacere.

19/10/2009

Vai a lavurà!!!

Si riunisce il Consiglio dei Ministri per discutere l’ “”urgenza”” del momento, ossia, la (keppàlle) giustizia… Caspita: pensavo si riunissero per noialtri, per la crisi economica, per dirci qualcosa sul futuro, per darci una qualche speranza che l’autunno non sarà una gelata sui consumi e riusciremo a vendere un caffè o un paio di scarpe. Invece no! Si riuniscono per affrontare il prioritario problema della giustizia, come se la giustizia fosse un problema… Solo che per noi (che non abbiamo nessun processo in corso, né siamo mai stati chiamati da una procura e se anche lo fossimo andremmo A TESTA ALTA (capito? A-testa-alta!!!) a fare la nstra parte, a noi dicevo non pare che la giustizia sia un problema, non pare ci si debba occupare prima di tutto dei magistrati. A noi premono le nostre tasche! Vorremmo che ci si occupasse DI NOI…!!!

07/10/2009

Una buona parola per tutti

Per Berlusconi: non ti dimettere: lo spettacolo della tua decadenza è troppo bello perché duri poco;
Per la destra: è come quando avete scoperto la prima volta che vi hanno passato il compito sbagliato, vero?
Per i giornalisti amici: quasi quasi sperate che succeda un nuovo terremoto così potete parlar d’altro
Per l’opposizione: non cantate vittoria perché non è una vittoria. Non cantate. Tacete, che è meglio.
Per il Capo dello Stato: se avesse parlato subito non sarebbe stato necessario che Bersani dicesse che “”Bossi non è l’unico ad avere il popolo””
Per Ghedini: non demorda! Prima o poi riuscirà a piantare la Grundnorm in un terreno fertile…
Per la Corte: grazie di essere così;
Per Alessandro Pace: il mondo è ancora un po’ come quello (“Istituzioni” di “Diritto” “Pubblico”) che ci insegnava alla Sapienza molti anni fa…
Per me: viviamo in un brutto Paese. Ma normale Cristo! Normale.
Buona notte a tutti.

30/09/2009

Trote di lusso

Secondo M.Travaglio il figlio di Bossi ha trovato un cadreghino con prebenda annessa (secondo la migliore tradizione medievale del privilegium, quello che era in voga ai tempi di Barbarossa, dove ci ha precipitato tutti quanti), una prebenda di circa 12.000 €. Mensili, graziosamente concessi da RomaLadrona.

La cosa non mi sgomenta: la Lega ci ha già inferto Irene Pivetti. Trota più trota meno… L’importante è non pagare di tasca propria. Voi direte: come si fa?

Semplice: io ho radunato la mia famiglia, ho illustrato la vergogna della trota e poi ho concluso che non saremo noi a pagare, pertanto si salterà una pizza. Considerato che ogni volta che andiamo in pizzeria lasciamo circa 60 euro, di cui 20 saranno tasse, abbiamo sottratto i nostri 20 euro alla vergogna della trota. Sembra una cazzata, ma se si pratica questo genere di protesta si guadagna una sorta di leggerissima soddisfazione, un velato appagamento, simile a quello di chi le prende ma qualcuna la dà. Provare per credere.

 

28/08/2009

Fantapolitica

Ovvero: ipotesi assurde dettate dal sole d’agosto…paranoia:

“”E se il vero obiettivo di Berlusconi fosse uscire dall’Europa?

Per lui l’Europa è una fucina di norme limitative e incomprensibili, un consesso dove non si parla mai di figa e soprattutto una fucina di cattivi esempi (in Gran Bretagna ci si dimette per un pie’ di lista gonfiato, ma scherziamo!?). Per tacere del fatto che tra poco la ripresa farà la sua comparsa ovunque nei paesi virtuosi che hanno saputo e potuto spendere in modo intelligente, mentre da noi sarà il solito languire che farà sorgere dubbi a molti.

Allora meglio ballare da soli: l’Italia potrebbe diventare uno splendido paradiso fiscale, una Grande Montecarlo. Pensate! Vivrebbe di turismo, bellezze naturali e naturalmente export (si capisce), alimentato da una svalutazione che sotto la guida di Tremonti non potrà che far bene a tutti.

Naturalmente la cosa va fatta in modo giusto: occorre che sembri che la colpa è dell’Europa, che non ci aiuta mai (anche il Duce lo diceva sempre!), non ci aiuta sugli immigrati, sulle carceri, non ci aiuta mai. Ops, dimenticavamo: per fare le cose per bene occorre avere una copertura mediatica non semplicemente ampia, come quella attuale, ma COMPLETA. Ergo: espugnare RAI3 prima di tutto. Tenere a bada La7. Magari anche una strizzatina a internet. Dopo sarebbe una felicità completa. L’Italia sarebbe finalmente un sultanato (o un margraviato, o un principato, meglio ancora), naturalmente con un Capo a vita (è il minimo che si possa fare per mostrarGli riconoscenza) e con successione ereditaria. Sarebbe garantita una speciale quota “rosa” per donne dai venti ai venticinque anni e ogni trimestre ci sarebbe una festa dell’ottimismo, con pellegrinaggio e licenza “plenaria” per le imprese più migliori…””

Tranquilli, non mi sono ammattito.

Ero così anche prima.

 

21/08/2009

Restituire i libri

La notizia è di quelle che fan tremare: in Francia una libreria accetta i libri in restituzione, con tanto di rimborso. In Italia un’operazione così temeraria è stata tentata solo da un prodotto di ausilio all’intestino (“mi-dispiace-ma-non-riuscite-nemmeno-a-farmi-cagare-ridatemi-i-soldi”).

Naturalmente l’iniziativa si fonda sulla assoluta certezza che il libro sia, comunque, un buon acquisto e pertanto non saranno molti i resi. E’ una forma di ‘ottimismo’ se vogliamo.

In Italia invece verrebbero restituiti fior di libri. Giancarlo De Cataldo (povero Don Abbondio: se fosse vissuto al giorno d’oggi non riuscirebbe a finire nemmeno un articolo di giornale) restituirebbe addirittura la “Recherche” di Proust (“”Non-è-il-mio-mondo”” dice, e a noi viene il panico pensando perché mai non abbia restituito l’Iliade, panico che rimane anche dopo che siamo riusciti a formulare alcune ipotesi su quel perché, 1: lui vive nel mondo di Achille, 2: non ha mai letto l’Iliade, 3: non l’ha mai comprata), mentre Valerio Evangelisti restituirebbe “Il Pendolo” (forse non gli sono piaciute le lungaggini sulla Manuzio).

Io non riuscirei materialmente a restituire nessuno dei libri che possiedo.

Non restituirei nemmeno quelli brutti, perché a volte ci si inganna e perché mi piace rileggere i miei commentini a margine, dopo tanti anni. E poi mi piace anche vederli relegati in un angolo, quasi una punizione.

Non restituirei nemmeno i libri che raccontano un mondo diverso dal mio, anzi quelli li terrei proprio per non privarmi della possibilità di entrarci un giorno in quel mondo, magari per uno sguardo fugace: non si sa mai, potrei scoprire che quel mondo è anche un po’ mio (e alcune cose c’erano perfino lì) o forse è diverso e a me piacerebbe viverci perché è migliore del mio, tutto è possibile…Per la stessa ragione non restituirei nemmeno i libri che non ho mai letto.

E non restituirei nemmeno i libri insignificanti: ogni tanto rileggo un trattatello contro il “bieco illuminismo” che oltre a farmi divertire costituisce una inesauribile fonte di citazioni quando voglio fare delle battute di spirito. Insomma, è utile anche quello.

Neppure i libri pericolosi restituirei, quelli che contengono idee perverse. Quelli al massimo si bruciano, dato che restituirli è un gesto ambiguo: è come offrire ad altri la possibilità di leggerli.

Mi viene in mente che in casa ho una vecchia edizione del Sillabo, comprata tanti anni fa di seconda mano. Come molti libri di seconda mano contiene sottolineature, ma molto più interessanti del previsto perché ancora non sono riuscito a scoprire, dalle medesime, se il misterioso precedente proprietario fosse un bigotto o un anticlericale. Neanche quello renderei, e mi guarderei bene dal bruciarlo in quanto costituisce una specie di “prova”, dal momento che è difficile oggi come oggi trovare il Sillabo, anche sul sito del Vaticano (ammesso che ci si riesca).

In sostanza, gli unici libri che potrei rendere sono quelli belli, che, per averli letti innumerevoli volte, conosco talmente bene da ritenerli a memoria e non aver più bisogno del “supporto cartaceo”. Naturalmente però non lo farei mai e poi mai e comunque non esiste un libro che conosco a memoria.

Dunque in pratica non esiste un libro che io possa restituire.

Parlo di libri veri naturalmente, non di quei “prodotti editoriali” che si vendono perfino nelle edicole e di cui le nostre (sedicenti a questo punto) “librerie” sono piene: romanzetti scritti in serie, accozzaglie di luoghi comuni, boiate molto pubblicizzate ma prive di qualunque cosa richiami la letteratura e che pertanto non sono veri libri.

A dire il vero nemmeno quelli renderei.

Semplicemente perché non li compro.

E risparmio.

Risparmio un sacco di soldi.

E di tempo: il tempo di comprarli, il tempo di leggerli e il tempo di renderli…

Et voilà la Recherche…

 

04/06/2009

E un bel "chi se ne frega" ?

La Ferrari ha annunciato che non parteciperà (salvo ripensamenti dal resto del mondo) al campionato di formula 1 del 2010. Dalla Fia gli hanno risposto in anticipo, un mese prima.      

Riflessioni:

1- Il fatto di farsi anticipare di un mese è un bell'autogol.

2- Non è vero che la Ferrari è capace di rinunciare alle laute prebende che derivano dalla Formula1 e scommetto un caffè con chi la pensa diversamente (ma con un massimo di 100 dato che non sno ricco...);

3- Ammesso che sia vero: ma un bel "chi se ne frega?" Anzi: "chìssenefréga", anzi "Kissnfrg" (linguaggio SMS);

La ragione è questa: da sempre la Fia modifica le regole per stimolare la ricerca nei campi più sensibili secondo la situazione. Negli anni settanta ocorreva consumare poco e dunque venne introdotta la regola del limite al carburante, con gli effetti comici che ci ricordiamo: piloti che, finita la benzina, scendevano dall'auto per spingerla a piedi fino al traguardo, altri che perdevano in ultimo un GP perché avevano consumato troppo, e così via.

In questo momento la Fia è sensibile al contenimento dei costi e pertanto ha stabilito che occorre tenersi al di sotto di un certo budget. Chi non lo fa subisce penalizzazioni. Non capisco per quale motivo si debba andar contro questa norma, che è ragionevole, solo per poter "competere" (ammesso che si possa usare questa parola) facendo valere il peso del denaro. Per me una regola così è talmente giusta che andrebbe inserita perfino nel mondo del calcio. Se così fosse avremmo un campionato bellissimo e aperto non solo a chi può permettersi una squadra di campioni, ma anche a chi ha cervello e sa spendere bene.

Stando così le cose, non mi importa un fico secco se la Ferrari non ci sarà l'anno prossimo. Kssnfrg!! 

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