Ripresa

Non si sa ancora se ci sarà, ma tutti lo danno per scontato. Occorre però vedere come si potrà arrivare alla ripresa. Il governo ad esempio, secondo me, ritiene che la ripresa arriverà non appena, terminato il temporale, la gente riacquisterà fiducia e ripartiranno i consumi. Sul fatto che questo succederà non si nutre il minimo dubbio. A favorire il miracolo verranno mobilitati notiziari, stampa e, naturalmente, pubblicità. La scaletta è più o meno questa: 

1-     Convincerci che la crisi non esiste, oppure sta passando, o presto passerà: l’ideale sarebbe stato fare in modo che non cambiassimo le nostre abitudini (di consumatori, ricordate?), ma dato che il tentativo è fallito occorre farci cambiare le nuove abitudini parsimoniose acquisite nel frattempo. I notiziari ci diranno che la crisi è passata (anche se non è vero) e la pubblicità stimolerà la nostra ansia di sentirci ricchi facendoci acquistare, come ai vecchi tempi, quantità abnormi di stronzate;

2-     Il mercato a quel punto dovrà essere pronto a inondarci con nuovi prodotti, nuove meraviglie, nuovi marchi, vedrete quante cose “nuove” arriveranno…L’idea è quella che “l’offerta crea la domanda”, una legge scoperta alla fine degli anni ’70 e che conquistò l’allora presidente degli USA, conducendo quel paese (non subito, certo, ma PREVEDIBILMENTE) allo stato in cui si trova ora.

3-     Convincere le banche a finanziare la nuova ansia consumistica;

 Semplice no?

 Torneremo dunque a consumare pur essendo poveri, facendo affidamento sulle rate, pur di non lasciare in negozio quel bell’oggettino che abbiamo visto e che vorremmo tanto portarci a casa, affinché ci gratifichi per quei due o tre giorni prima di diventare obsoleto, facendoci guardare nuovamente intorno alla ricerca di qualche altra chicca capace di stuzzicare il nostro novello edonismo.

Ci credete?

Io penso che le cose non siano così semplici come da più parti si vorrebbe.

Innanzitutto convincerci che la crisi non esiste o sta passando sarà un po’ complicato, dato che il conto in banca interverrà quotidianamente a ricordarci che la realtà è un’altra. In secondo luogo l’esperienza di essere indebitati, cosa che affascina tanto gli americani, noi italiani la troviamo un tantino, come dire…, ostica. Nel senso che non ci piace affatto avere i “buffi”.

Terzo: le banche non saranno facilmente inclini a finanziare il sogno da soap opera di vivere in una casa kitch piena di cazzate polverose. Quarto: la pubblicità non funziona più come un tempo. Già, è la scoperta più importante degli ultimi anni: la pubblicità funziona meno. Qualcuno se ne è già accorto e ha tagliato drasticamente gli investimenti pubblicitari  (se fate caso negli spot di questi giorni manca un importante protagonista, avete capito chi è?), ma questo sarà argomento di un prossimo post.

E allora?

Allora è semplice: la ripresa avverrà solo quando il consumatore medio sarà certo di avere nel portafoglio una determinata somma a disposizione OGGI ma anche DOMANI. Dunque quando avrà termine la precarietà e sarà reintegrato il potere d’acquisto. Naturalmente non c’è nessuno oggi in Itali  che abbia intenzione di realizzare questo. Di conseguenza occorrerà attendere che sia il “mercato” ad aggiustarsi da solo, con un sanissimo crollo dei prezzi. Il meccanismo è semplice: i consumi languono, l’impresa pur di sopravvivere rinuncia al surplus di profitto, il prezzo scende, l’impresa sopravvive e il consumatore torna a comprare. Naturalmente con la consapevolezza che in futuro, all’occorrenza, la risposta a profitti ingiustificati e ad abusi sarà semplicemente il blocco dei consumi: abbiamo imparato a fare a meno del superfluo, ma soprattutto abbiamo imparato a dedicare alla nostra “economia domestica” una parte rilevante delle nostre risorse intellettive e del nostro tempo, di conseguenza non è più una cosa faticosa programmare razionalmente ogni acquisto, è semplicemente una necessità. Come sa bene ogni imprenditore che si rispetti: occorre fare molta attenzione ai costi, limitarli il più possibile, passare buona parte del nostro tempo a speculare su come spendere meno e meglio e su come tagliare ciò che non serve.

Qualche ministro dell’attuale governo preconizzava la fine del lavoro dipendente: beh, molti si stanno attrezzando e cominciano a ragionare in termini di “partita Iva”, con importanti ricadute sul piano della concorrenza. Auguri.   

 

Ripresaultima modifica: 2009-03-12T18:57:54+01:00da lika-i
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